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Sono ossessionato da un pensiero a dir poco apocalittico: cosa accadrebbe se i tutti i server di questo pianeta si distruggessero nello stesso momento? Se non potessimo più accedere all’estensione della nostra memoria cerebrale in formato cloud ?

Mi sono dato una risposta che vale esclusivamente per me stesso: niente di che. Non potrò mai più leggere le e-mail di quando avevo 15 anni, banalmente perché Jumpy.it è fallita, e dunque il mio indirizzo e-mail dell’epoca (che mi guardo bene dal rievocare in questa sede) è scomparso nell’etere: la cosa non mi turba più di tanto. Forse tutti noi dovremmo bruciare i residui dell’adolescenza e far finta che essa non sia mai accaduta; (io ho condannato alla combustione anche i miei lavori cartacei dell’epoca con scarsissimo rispetto per l’ambiente e ringraziando iddio di non aver mai pubblicato nulla di quella paccottiglia).

In ogni caso, purtroppo, dell’indirizzo e-mail — ILGAVIOLO@LIVE.IT — non riesco proprio a liberarmi: c’è dentro un’era geologica di spam. La cosa più terribile è che la segreteria del Conservatorio di Verona, la quale mi ha conferito il titolo magniloquente di “Maestro”, ha ancora in memoria quell’orrore partorito nei pomeriggi d’estate più disperati e interminabili. Quando la segretaria mi chiamò per un controllo documenti alla vigilia del diploma e mi chiese se usassi ancora quell’indirizzo, notando il mio disagio mi tranquillizzò: “Guarda, non è nemmeno il più imbarazzante”.

E-mail a parte, parliamo di cose serie: internet serve principalmente a corroborare il nostro immaginario erotico. Io che ho vissuto nell’epoca di passaggio tra reti private dopo le 23:45 e l’internet, beh, vi garantisco che è stata un’autentica rivoluzione cognitiva e filosofica. Se “l’immaginazione al potere” è stato il grande slogan del Sessantotto, al giorno d’oggi potremmo aggiornarci con “L’immaginazione non serve più”.

Ora, torniamo per un momento all’ipotesi iniziale: scoppiano tutti i computer, tutta l’elettronica. I neo-puritani dell’internet fanno saltare la Silicon Valley con una congiura di polveri che fa impallidire Guy Fawkes. I nuovi pompieri della morale, come quelli di Fahrenheit 451, hanno il compito di distruggere tutto quello che passava per un codice binario.

Rimaniamo nudi con il nostro linguaggio, diventiamo puri nomi, ci ritroviamo soli nelle nostre parole come nella condizione primigenia che apre il Vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo […]” ;

I più anziani tra noi ricordano ancora distintamente i video hard che hanno visto più e più volte. La vera resistenza ora consiste nel serbarli nella memoria e imparare a raccontarli, assurgendo al rinnovato ruolo di aedi e rapsodi dell’erotismo. Si aprono simposi, scuole filosofiche, risorgono i peripatetici delle varie categories. La via dell’autenticità è ormai percorsa, la creatività prepotente esplode di nuovo, l’amore si fa vero e tangibile a partire dal racconto, perché ciò che viene raccontato,
come la migliore letteratura,
vive per sempre.

Per chi se lo stesse chiedendo, ultimamente, di base, sono felice.